Secondo gli esperti la dieta mediterranea, tanto amata in tutto il mondo sarebbe a rischio, l’allarme è stato divulgato nel corso del convegno tenutosi a Roma dall’Istituto Cooperazione Paesi Esteri intitolato

Come sa di sale lo pane altrui, il cibo al cospetto dell’esperienza migratoria in Nord America.

Il tutto è scaturito studiando il fenomeno delle migrazioni come nuova tendenza alimentare.

L’onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli, eletta nella circoscrizione Nord e Centro America a difesa del Made in Italy ha dichiarato che promuoverà un’iziziativa specifica a tal riguardo.

Vincenzo Milione, Direttore di Statistica al Calandra Institute di New York, ha dichiarato quanto segue:

La migrazione degli italiani negli Stati Uniti o quella globale verso più di ottanta paesi si traduce nella migrazione di cibo, dieta e identità tra i paesi di origine ed è necessaria una ricerca successiva sul se e come sono cambiate anche le ricette e la dieta italiane.

Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’incidenza di malattie cardiovascolari nelle popolazioni che consumano tali diete è inferiore rispetto alle popolazioni che consumano una dieta un pò piu “occidentale”, ricca di carne rossa, latticini, trasformati e artificialmente zuccherati e ricchi in sale, con l’assunzione minima di frutta, verdura, pesce, legumi e cereali integrali.

Sulla base di questi studi epidemiologici, diversi studi randomizzati e controllati sono stati condotti per verificare l’ipotesi che l’adozione di un dieta mediterranea in età adulta riduce l’incidenza di malattie croniche.

Antonino De Lorenzo, Direttore della scuola di specializzazione di Scienza dell’alimentazione all’Università Tor Vergata a sua volta ha dichiarato:

Il modello è riconosciuto ma assistiamo a un’erosione della qualità, riconoscere la qualità della dieta mediterranea significa anche contrastare danni alla salute.

In poche parole il problema dei cibi non originali e spacciati per Italiani diventa sempre più problematico da contenere anche a causa della totale mancanza di una legislazione unificata a livello globale.

Dieta mediterranea a rischio?