VIVI LOCALE, PENSA GLOBALE

Il coordinamento dei CAI Vallecamonica (Brescia), pubblica ogni anno quello che definire semplicemente “annuario” pare riduttivo: si chiama TRACCE e si trovano racconti di viaggi, scalate, salite, traversate, cultura locale e non solo, riflessioni, anche di professionisti come Franco Michieli, Davide Sapienza e in questo caso, Dario Furlanetto, diretto del Parco Adamello lombardo, che tra mille difficoltà, tagli, burocrazia che soffoca la montagna e i suoi abitanti, riesce a mantenere vivo questo straordinario luogo che ha la particolarità di avere alle proprie pendici le fortissimi energie camune, “scalfite” nelle incisioni rupestri tra le più importanti al mondo (Capo di Ponte è sito UNESCO dal 1979).

Abbiamo chiesto a Furlanetto di poter pubblicare su questo sito il suo scritto che va letto tutto e mandato a memoria, perché è una vera e propria lezione di ecologia profonda che abbraccia i dati scientifici e li sposa al sentire umano. Le foto sono dell’autore.

MONTAGNE DEL FUTURO

di Dario Furlanetto, direttore del Parco Adamello lombardo

E’ una società in bilico la nostra, intrisa nel profondo dal desiderio e dalla nostalgia di naturalità e al contempo travolta nel quotidiano dai miti della velocità e dell’artificialità. Così ci ritroviamo tutti in viaggio, spesso in modo incosciente, lungo un crinale che ci può portare verso una società più giusta e più attenta ai valori della natura e del benessere comune, oppure verso un sistema sociale sempre più artificializzato, virtualizzato e umanamente “gelido”. In tutto ciò, le montagne continueranno ad esistere. Ma per gli uomini del futuro, saranno le stesse montagne?

Sono profondamente convinto dell’insostenibilità ambientale degli attuali modelli di vita e di sviluppo delle società umane cosiddette “avanzate”. Chi guarda in modo non superficiale quanto stà accadendo nelle società post industriali non può non accorgersi di aspetti che ritengo profondamente correlati.

Montagne del futuro: tracce di Adamello