I certificati bianchi o i TEE (Titoli di Efficienza Energetica) sono una delle forme di incentivazione che oggi hanno le aziende per ripagarsi delle azioni relative all’efficienza energetica.

I certificati bianchi sono stati identificati come quella che diventerà la principale fonte di incentivazione dell’efficienza energetica. Infatti è stato stabilito che almeno 60% della riduzione dei consumi di energia primaria è garantito da questo meccanismo.

Vi ricordate del trattato di Kyoto?

Il loro famoso slogan “+20 -20 entro il 2020”
+20% di energia rinnovabile -20 % di consumi entro il 2020

Per quanto riguarda il +20% abbiamo visto tutti gli incentivi sull’energia rinnovabile e per il -20% come si è pensato di agire?

Nessuno è obbligato a consumare meno, tranne quelle società che producono energia da fonti fossili che vengono definite società obbligate.

Ma come fanno a diminuire i consumi del 20% a livello nazionale se ci vendono energia? Da un lato sicuramente faranno efficienza ma non è sufficiente. Loro comprano l’efficienza energetica tramite i titoli di efficienza da chi non ha l’obbligo di fare efficienza ma lo fa perché gli conviene.

Il Gestore dei servizi energetici (GSE) rilascia un quantitativo di titoli proporzionali vendibili sul mercato dell’energia tramite il portale del Gestore dei mercati energetici (GME). I soggetti obbligati comprano questi titoli, che hanno l’obbligo di fare efficienza energetica e comprano l’efficienza tramite i titoli da chi fa efficienza energetica anche se non è obbligato a farlo

Normativa di riferimento

La normativa sui certificati bianchi è in vigore da molto tempo. L’Italia dal 2004 è il primo paese che ha adottato un meccanismo incentivante per il risparmio energetico. Pero i certificati bianchi hanno preso molta importanza a partire dal 2012 che viene rinforzata l’efficacia del meccanismo e quindi è stata confermata la priorità dell’efficienza energetica.

Una nuova stagione per i certificati bianchi

Quest’anno si è instaurato un clima di dialogo tra i più importanti stakeholder con segnali di apertura che se prendiamo in considerazione che è un meccanismo che si occupa di efficienza energetica è sicuramente fondamentale.

Tra gli elementi emersi sono:

  1. il tentativo di andare a guardare delle soluzioni che consentono di semplificare il meccanismo e di consentire in questo modo di avere una valutazione più semplice per quanto rigorosa e dall’altra parte dare più certezza all’operatore quando presenta le sue proposte in modo di poter far funzionare meglio lo schema come un meccanismo di promozione degli investimenti.
  2. si è anticipato che ci saranno delle nuove linee guida sul meccanismo sia una seri di novità dal punto di vista legislativo per cercare di potenziare lo schema e aggiungere settori che nel terziario erano poco rappresentati ed infine un tavolo che voglia individuare le modalità con cui ridisegnare questo schema in modo da renderlo efficace in un ottica 2030.
Una nuova stagione per i certificati bianchi