Utilizzare la bici è facile, conveniente, consente spostamenti door-to-door, è salutare, economica ma soprattutto divertente.

Rispettando il codice della strada ed utilizzando un caschetto da ciclista, gli spostamenti in bicicletta sono sicuri.

Nel traffico cittadino, utilizzare una bici, vuol significare muoversi molto più velocemente e agilmente, eliminare quel noioso problema del parcheggio, e soprattutto, non partecipare attivamente alla negativa causa dell’inquinamento.

Utilizziamo la bicicletta per ridurre lo smog?

Si, perché utilizzare la bicicletta riduce l’inquinamento, il traffico sulle strade ed i costi sostenuti per gli spostamenti (benzina, parcheggio). Inoltre, pedalare con costanza rassoda i glutei, farà sparire quegli odiosi rotoli di ciccia e avrete gambe bellissime!

Da non sottovalutare però che i rischi di incidente costituiscono il solo svantaggio teorico della bicicletta. E’ dimostrato che per alcune classi di età l’automobile rappresenta un rischio globale nettamente superiore alla bicicletta.

Per quanto concerne l’inquinamento, la bicicletta è parte della soluzione e non del problema. La bicicletta non ha tubi di scarico, non emette gas inquinanti e non consuma carburante fossile. Ogni spostamento in bicicletta anziché in automobile genera economie e vantaggi considerevoli tanto per l’individuo che per la collettività urbana.

Ma andare in bicicletta è veramente salutare?

Abbiamo descritto i molteplici benefici dell’utilizzo della bicicletta, abbiamo evidenziato il fatto che non è di certo un mezzo inquinante, che si deve utilizzare un casco protettivo e prestare massima prudenza nella guida, che ha dei benefici a livello di risparmio economico. Abbiamo espresso la convinzione che andare in bicicletta è salutare.

Ora però dobbiamo evidenziare una problematica che non ha di certo una peso irrilevante: lo smog!

Certo, perché come è vero che la bici non inquina, è altrettanto vero che un ciclista che pedala nel traffico cittadino a pieni polmoni, di smog ne respira molto.

Ecco quindi che il caschetto non rappresenta l’unico mezzo di protezione, ma diventa necessario indossare un’apposita maschera antismog in grado di difendere le vie respiratori.

Una maschera per filtrare l’aria

Una maschera ha il compito di filtrare l’aria che respiriamo, quindi che inaliamo dall’esterno, bloccando le particelle pericolose, cioè le famose polveri sottili.

Quindi l’azione di queste maschere è volta a “depurare” l’aria che introduciamo nei polmoni e per farlo sono dotate di filtri, detti “a carboni attivi”, sostanze in granuli formate in maggior parte da carbonio vegetale.

L’aria che respiriamo viene veicolata all’interno del filtro, dove si scontra con i granuli di carbone e l’impatto fa sì che le polveri più pesanti precipitino e vengano assorbite dai carboni attivi, che nonostante la dimensione ridotta, sono molto porosi e s’impregnano con facilità.

Solo maschere dotate di questa tecnologia sono efficaci per ridurre l’esposizione e l’inspirazione degli inquinanti, per cui dimenticate quelle semplici mascherine da chirurgo, perché lavorano al contrario: sono pensate per bloccare quello che ci esce dalla bocca e non quello che respiriamo.

No allo smog, no all’inquinamento!