Dietro l’asettico questionario (QUI in italiano) della “nostra” comunità europea, si nasconde una semplice idea: sei sicuro di volere pagare di più i tuoi alimenti per non volere gli OGM? Con questo semplice “stimolo” alla “pancia” di una società in crisi, ovviamente si punta a ottenere il risultato ottenuto in USA, ovvero che la gente si opponga all’etichettatura degli OGM.

In altre parole, invece di fornire ai 500 mln di cittadini della UE dati precisi, si continuano a fare gli interessi di sette multinazionali che detengono tutti i semi del mondo. Questa aberrazione viene adottata dalla UE, che finge di coinvolgerci ma senza spiegare nulla.
Ecco l’articolo apparso il 18 gennaio su Fondazione Diritti Genetici, il questionario si trova in fondo.

18 gennaio 2013 – L’Unione europea ha aperto un dibattito pubblico che coinvolge i cittadini nella revisione della politica europea in materia di agricoltura biologica cercando di far luce sulle ragioni che motivano una domanda sempre crescente di tali prodotti.
Ad essere coinvolti saranno circa 500 milioni di consumatori che potranno compilare il questionario anonimo reso disponibile on-line sul sito del Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. La scheda chiederà tra l’altro se la scelta del biologico sia motivata anche dal fatto che esso esclude l’utilizzo di alimenti contenenti o derivanti da organismi geneticamente modificati.
In Europa solo il 5% della superficie agricola è coltivata a biologico e la Commissione si chiede se, considerata la vasta crisi economica, i consumatori continueranno o meno a prediligere i prodotto biologici pur di vedersi garantiti standard qualitativi più alti, quali un minor uso di pesticidi e l’opzione “OGM-free”.
L’iniziativa del Commissario per l’agricoltura Dacian Ciolos mira a chiarire diversi aspetti di questo importante comparto agricolo relativi al miglioramento dei sistemi di controllo, degli accordi commerciali e dell’etichettatura. In particolare il dibattito… (continua a leggere QUI)

Il finto questionario della comunità europea